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  • CORSI GRATUITI PER RAGAZZI

    CORSI PER RAGAZZI GRATUITI

    L'A.S. dilettantistica Atletica Vis Nova aderisce al PROGETTO CONI RAGAZZI. nato dalla collaborazione tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Salute e il CONII è un progetto sportivo, educativo e sociale che prevede un’attività sportiva pomeridiana gratuita, offerta attraverso le associazione/società sportive dilettantistiche, ai bambini dai 5 ai 13 anni residenti o domiciliati nel comune di SALERNO. I corsi GRATUITI per le famiglie si svolgeranno dal lunedì al venerdì presso lo stadio Vestuti di Salerno dalle ore 16,30 alle ore 17,30.
    Art. 4 Requisiti per la candidatura 

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  • TROFEO REGIONALE CONI

    Si è svolta allo stadio Vestuti la manifestazione denominata TROFEO REGIONALE CONI. 

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  • Si riprende

    Dal 14 settembre vieni allo stadio Vestuti e scopri quanto è divertente correre, saltare e lanciare con l'atletica Vis Nova.

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  • Memorial Enzo Della Guardia

    Baronissi. Il team VIS NOVA, in collaborazione con la Fidal  Campania

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  • Campionati Italiani Pentathlon Lanci Master

    Svolti a Salerno organizzati dall'atletica Vis Nova con il Patrocinio del Comune e del CONI di Salerno, alla presenza di Francesco Pignata consigliere nazionale Fidal e di Gerardo Lisi, oltre alla autorità politiche e sportive della campania i C.I. Pentathlo lanci master

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  • Giovanni Forever...L'ultimo sprint !

    Salerno Master Meeting.
    Giovanni Forever...L'ultimo sprint !
    di Nello de Martino

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  • Salerno Master Meeting

    Mario Longo vince meritatamente il Trofeo Basile disputatosi a Salerno per commemorare proprio l'improvvisa morte di Giovanni Basile, atleta master di ottimo livello ed uomo esemplare.

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  • Salerno Master Meeting

    SABATO 11 Aprile 2015 "Stadio Vestuti" "Salerno Master Meeting" Ricordando Giovanni Basile...La grande Festa dell'Atletica Master Italiana. Una Produzione "Vis Nova Atletica Salerno". CONDURRÁ l'Evento il Giornalista Nello de Martino

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  • C.I. pentathlon Lanci Master

    L'Atletica Vis Nova organizza con il Patrocinio del CONI e del Comune di Salerno i Campionati Italiani di Pentathlon Lanci e il 


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L'allenamento ideomotorio
L'importanza dell'allenamento mentale, come parte integrante della preparazione atletica, è ormai generalmente riconosciuta ed oggetto di numerose ricerche. Tra le tecniche più usate per aumentare la prestazione degli atleti, v'è l'imagery ed ha a che fare con le immagini usate per allenare l'atleta mentalmente. L’imagery viene definita come una rappresentazione mentale sistematicamente ripetuta e cosciente dell'azione motoria (Frester, 1985) L’allenamento ideomotorio consiste in un allenamento mentale in condizione di rilassamento (Agosti E. 1999) Durante l’allenamento ideomotorio il movimento non viene eseguito realmente ma viene soltanto immaginato dal soggetto. In virtù del fenomeno ideomotorio, noto come “effetto Carpenter”, (dal medico psicologo inglese William Benjamin Carpenter), quando immaginiamo di compiere un certo gesto, inconsciamente i muscoli interessati a quel gesto aumentano il loro tono muscolare (leggera contrazione determinata dal sistema nervoso centrale) Perciò se ci ripetiamo mentalmente delle azioni (visualizzazione) è come se le facessimo veramente e quindi è come se ci allenassimo. Per cui possiamo aumentare notevolmente il carico di esercizio per l'apprendimento di un gesto, visualizzando mentalmente le azioni che dobbiamo fare nel compierlo. Occorre tuttavia precisare che fondamentale è la pratica dell’esercizio; la mancanza di questa rende nulle le possibilità di miglioramento dell’allenamento ideomotorio che deve essere visto come mezzo integrativo (per il perfezionamento) e aggiuntivo all’esercizio pratico. Infatti l’allenamento ideomotorio si focalizza soprattutto sull’aspetto cinestesico che si sviluppa solamente con la pratica. Dunque, memorizzare un gesto molto complesso che non si sa eseguire e ripeterlo mentalmente senza avere fatto nessuna esperienza pratica simile ha pochissima influenza sull’apprendimento. Recenti studi scientifici hanno permesso di individuare nelle scimmie (in particolare nel macaco) i cc.dd. “neuroni specchio”. Si tratta di neuroni motori che hanno una particolarità: essi si attivano non solo quando l’animale compie un gesto ma anche quando l’animale osserva un altro individuo fare la stessa cosa. In termini tecnici si parla di neuroni “visuomotori” che rispondono sia durante l’esecuzione di un’azione che durante l’osservazione di un’azione molto simile, ma eseguita da altri. Proprietà simili sono state scoperte anche nel cervello dell’uomo tramite tecniche non invasive di risonanza magnetica funzionale. Il comportamento dei nueroni specchio suggerisce l’idea che la comprensione di una azione osservata richiede da parte dell’osservatore la capacità di ‘immedesimarsi’ e cioè di collegare le informazioni percettive sull’azione osservata alla propria capacità di compiere la stessa azione. Quando osserviamo un’azione riusciamo a comprenderla meglio quanto più siamo abili nel compiere la stessa azione. (Corriere della Sera – Corriere del mezzogiorno del 18.2.2010; Luciano Fadiga, Filla Alessandro, Roberto Prevete). L’allenamento ideomotorio ha una funzione allenante dato che favorisce i processi di stabilizzazione e di perfezionamento dei movimenti. Inoltre ha una funzione regolante in quanto, durante l’esecuzione reale del movimento, l’immagine mnemonica consolidata diventa un importante referente nei processi di controllo e correlazione delle azioni.
LA TECNICA
 Si riporta di seguito la tecnica di allenamento ideomotorio come descritta da Agosti Enrico e Iandolina Simona in “Psicologia per l’allenatore. Personalità, motivazione e preparazione psicologica dell’atleta. (Ed. FIDAL, Centro Studi & Ricerche, Supplemento al n.2/1999, aprile-giugno di Atleticastudi) L’allenamento ideomotorio aumenta enormemente la sua efficacia se il soggetto esegue i suoi esercizi mentali in situazione di rilassamento profondo. Ciò è dovuto al fatto che in tale condizione le immagini evocate dal soggetto acquistano una volontarietà notevolemente più alta che in condizioni di normale vigilanza. E’ necessario, dunque, come prima fase, sottoporre gli atleti ad addestramento che consenta loro di raggiungere una condizione di rilassamento tramite tecniche come il Training autogeno, il Training autogeno Respiratorio, il Biofeedback. In una seconda fase, l’atleta viene addestrato alla visualizzazione di scene che attengono alla sequenza motoria che deve essere appresa; vengono analizzate le singole unità della sequenza e ne vengono ritrovati i punti nodali. Si tratta di fornire informazioni all’atleta circa il materiale che deve essere appreso. Tali informazioni devono essere somministrate utilizzando il canale visivo (foto, diapositive, film, movimenti reali eseguiti dai tecnici o da atleti più evoluti o anche dall’atleta stesso con particolare attenzione alle parti importanti del movimento); il canale uditivo (attraverso descrizioni verbali sottolineando gli aspetti essenziali dello schema e fornendo informazioni riguardo la finalità del movimento). In questo processo di informazione sono interessati anche gli altri canali come quello tattile, quello cinestetico e quello propriocettivo. In pratica, facendo effettuare lentamente il movimento dell’atleta, il tecnico deve indirizzare l’attenzione dell’allievo sulle informazioni interne (pressioni, sensazioni di equilibrio, sensazioni muscolari) connesse al movimento nei momenti più interessanti per la giusta attuazione. Successivamente si procede attuando quella che viene definita (R. Frester) una Unità di esercitazione Ideomotoria. Dopo che la sequenza motoria è stata scomposta in varie unità fondamentali, ne viene presa in considerazione una. Le informazioni riguardanti il decorso del movimento vengono ciclicamente fornite all’atleta (da tre a cinque volte) dopo che il soggetto è stato messo in stato di rilassamento. In una fase successiva l’atleta, sempre in rilassamento, evoca mentalmente l’unità motoria precedentemente scelta e analizzata. Il movimento deve essere immaginato in maniera fluida, dall’inizio alla fine della sequenza senza che il soggetto ponga l’attenzione ai punti nodali. Appena terminato il lavoro in stato di rilassamento si procede alla realizzazione esterna, imitando nella realtà la sequenza precedentemente vissuta con le stesse modalità temporali realizzate mentalmente. Le sedute successive prenderanno in considerazione via via le altre unità motorie, fino al completamento delle sequenze. A questo punto sarà necessario riorganizzare in maniera globale la sequenza che era stata precedentemente frazionata. L’atleta in rilassamento immaginerà il decorso totale del movimento cercando di collegarlo a dei comandi stereotipati che possono poi essere usati nel momento-gara come meccanismi condizionali scatenanti le risposte motorie desiderate. Tale metodo è utilizzabile non solo in allenamento per problemi riguardanti i processi di apprendimento ma anche per la preparazione alla gara. L’atleta in questo caso, in allenamento, deve esercitarsi a vivere mentalmente in rilassamento la sequenza da attuare in gara, ciò avverrà anche pochi minuti prima della gara stessa (circa 5 minuti) per due volte. Pochi istanti prima dell’inizio, inoltre, egli rivedrà mentalmente in maniera rapida, in stato di vigilanza, tutta la sequenza. In definitiva i vantaggi che possono trarsi da tale tipo di allenamento riguardano i processi di apprendimento, stabilizzazione ed attuazione di sequenze motorie. Inoltre l’allenamento ideomotorio permette di: a) analizzare esercizi tecnicamente complicati o i cui tempi di esecuzione sono troppo rapidi sì da non permettere un’efficace valutazione da parte dell’atleta (ad es. corsa ad ostacoli); b) affrontare mentalmente situazioni di apprendimento che nella realtà producono ansia; c) aumentare l’autoconsapevolezza dell’atleta, migliorando il suo schema corporeo e facendogli vivere il contesto allenamento in maniera più attiva e gratificante. -
 Bibliografia di riferimento: - AGOSTI E. - IANDOLINO S., Psicologia per l’allenatore. Personalità, motivazione e preparazione psicologica dell’atleta. Ed. FIDAL, Centro Studi & Ricerche, Supplemento al n.2/1999, aprile-giugno di Atleticastudi, pp.87-90 - FADIGA Luciano, FILLA Alessandro, PREVETE Roberto. Corriere della Sera – Corriere del Mezzogiorno del 18.2.2010 pp.11-12; OSEROV V.P. Sviluppo psicomotorio degli atleti. Edizione Società Stampa Sportiva, Roma, 1984 - TAITI PIERO, Linee generali di Neurofisiologia del movimento, Ed. Società Stampa Sportiva, Roma, 1983 SURKOV E. N., Psicomotricità dell’atleta. Ed. Società Stampa Sportiva a cura di F. Callegaris, Roma, 1986
arturo volpe (atleta master)